Abstract
Titolo

Movimentazione antidotica verso altri ospedali effettuata da un centro di riferimento regionale antidoti: report di quattro anni di attività

 
Autori

S Bianchi (1), P Scanavacca (1), R Carletti (1), R Zoppellari (2)

 

(1) Servizio di Farmacia, Dipartimento Farmaceutico Interaziendale Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara

(2) Servizio di Anestesia e Rianimazione, Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara

 
Abstract

Introduzione. Il Servizio di Farmacia dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara (AOUFE) e’ inserito nella banca dati nazionale antidoti del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica – Centro Antiveleni (CAV) di Pavia ed è inoltre individuato come centro regionale di riferimento per la dotazione di alcuni antidoti, quali il siero antiofidico, il siero contro la gangrena ed il siero antibotulinico. Tale decisione deriva dal fatto che il Ministero della Salute ha segnalato ai servizi sanitari regionali l’opportunità di individuare un unico ospedale regionale in cui fosse presente una scorta dei medicinali sopra riportati, anche ai fini della razionalizzazione delle risorse (Comunicazione direzione Generale Sanita’, 2004 1, comunicazione Servizio Politica del Farmaco Regione Emilia Romagna 2002 2 ). Inoltre, il Servizio di Farmacia dell’AOUFE collabora istituzionalmente col locale Servizio di Rianimazione nella fornitura degli antidoti indicati dal referente per la tossicologia clinica della Rianimazione stessa. Scopo di questo studio è di analizzare le mobilitazioni di antidoti effettuate dal Servizio di Farmacia dell’AOUFE presso altri ospedali dal 1.1.2005 al 15.11.2008. Casistica. L’analisi ha evidenziato 32 occasioni in cui alcuni antidoti sono stati forniti ad ospedali sia regionali che extraregionali, negli anni 2005-2008. La tipologia di antidoti movimentata e’ la seguente: siero antiofidico 12 richieste (37,5%), acetilcisteina 4 (12,5%), flumazenil 3 (9,37%), fab antidigitale 2 (6,25%), pralidossima 2 (6,25%), fomepizolo 2(6,25%), blu di metilene 1 (3,12%), alcol etilico 1 (3,12%), trometamolo 1 (3,12%), penicilammina 1 (3,12 %), procainamide 1 (3,12%), sodio nitroprussiato 1 (3,12%), propanololo 1 (3,12%). La suddivisione, in percentuale, relativa alle zone geografiche di movimentazione, è stata per il 25% ad ospedali situati in provincia di Ferrara, per il 62,5% a strutture ospedaliere della Regione Emilia Romagna e per il 12,5% a centri extraregionali. Discussione. La maggior parte delle movimentazioni e’ relativa al siero antiofidico, ripetute periodicamente ogni anno nel corso del quadriennio di analisi, per cui si potrebbe propendere per una più capillare diffusione del medicinale, pur considerando le difficoltà di approvvigionamento legate a tale farmaco. Tali difficoltà, rappresentate dalla necessità di richiesta di importazione valicata dalle autorità competenti e dalla problematicità di reperibilità anche sul mercato estero, sono alla base della scelta della centralizzazione di disponibilità del farmaco in un unico ospedale regionale. In ordine decrescente sono stati movimentati l’acetilcisteina e il flumazenil, che dovrebbero essere sempre presenti nelle strutture ospedaliere, per cui la loro richiesta sembra suggerire che il raro utilizzo di alcuni antidoti tende a sottostimare le scorte costituenti la dotazione di base di ogni ospedale. Da rilevare inoltre la richiesta di un antidoto (fomepizolo, Ravenna 2007 e 2008, effettuata tramite la banca dati del CAV di Pavia), che si associa anche ad un utilizzo interno per due intossicazioni negli ultimi due anni. Questa utilizzazione in casi altrimenti non trattabili in modo ottimale ne giustifica la dotazione, nonostante il costo elevato. Conclusioni. La mancanza di uno o piu’ medicinali che possono risultare salvavita in caso di intossicazioni, anche se si tratta di eventi poco frequenti, puo’ gravemente pregiudicare l’esito dell’intossicazione. L’analisi delle richieste sopra riportate rileva imprescindibili aspetti relativi alla dotazione degli antidoti: in particolare si evidenzia che a volte le scorte di antidoti siano sottostimate vista anche la relativa bassa incidenza delle intossicazioni che si presentano nelle varie realtà territoriali. Infine, l’esperienza dei Servizi di Farmacia e di Rianimazione dell’AOUFE in collaborazione col CAV di Pavia, come nel caso della movimentazione del fomepizolo, evidenzia che un coordinamento regionale, inserito all’interno di una rete nazionale di disponibilità antidotica e di supporto a distanza nella gestione dell’intossicazione, è in grado, pur in assenza di un Centro Antiveleni collocato nell’Emilia Romagna, di assicurare la fornitura dell’antidoto tempestivamente, vista la distanza fra il centro richiedente, l’ospedale di Ferrara ed il CAV.

Bibliografia

1. Regione Emilia Romagna. Comunicazione Servizio Politica del Farmaco prot. n. ASS/AFR/02/32304 del 11.8.2002. 2. Regione Emilia Romagna. Comunicazione Direzione Generale Sanità e politiche sociali prot. n ASS/DIR/04/752 del 13.1.2004.