Abstract
Titolo

Effetto del trattamento con fluorochinoloni su linfociti di pazienti in politerapia prolungata

 
Autori

Elisa Bertazzoni Minelli, Anna Benini, Denise Doria, Germana Montesi*, Maria Enrica Fracasso. Dipartimento di Medicina e Sanità Pubblica, Sezione di Farmacologia, *Dipartimento di Scienze Biomediche e Chirurgiche, Medicina Interna, Università di Verona, Verona

 
Abstract

I Fluorochinoloni (FQ) sono antibatterici ampiamente utilizzati nella pratica clinica. Presentano favorevoli caratteristiche farmacocinetiche, ma possono anche causare diverse reazioni avverse. Fra le più comuni sono segnalate disturbi gastrointestinali, reazioni di ipersensibilità, fototossicità. Nostri studi precedenti eseguiti nel ratto hanno evidenziato che i FQ esercitano azioni selettive a livello enterico (intestino, fegato), come modificazioni nell’espressione dei citocromi P450 (isoforme 1A, 2A, 3A) ed effetti citotossici su enterociti, e diverse per le singole molecole. Inoltre sono stati osservati danni anche a carico dei linfociti. Scopo del presente lavoro è verificare se i FQ inducono anche nell’uomo modificazioni dei linfociti circolanti in corso di terapia ed un eventuale significato. Materiali e Metodi. Sono stati analizzati i campioni di sangue di 36 pazienti ai quali sono stati somministrati Ciprofloxacina (14 pazienti; età media 64.3±17.1 anni), Levofloxacina (15 pazienti età media 70.1±11.5 anni) e Moxifloxacina (7 pazienti; età media 49.6±19.5 anni) a dosaggi in accordo con la patologia. I pazienti trattati con ciprofloxacina e levofloxacina erano in terapia con altri farmaci (diuretici, farmaci cardiovascolari, omeprazolo, antiinfiammatori, ecc.), mentre i pazienti trattati con moxifloxacina non assumevano altra terapia. I prelievi di sangue venivano eseguiti a tempo 0 (prima della somministrazione del farmaco) e dopo 3 e 9 giorni di trattamento. Il sangue veniva raccolto in provette Vacutainer CPT, utilizzate per la separazione dei linfociti, e centrifugato. Una volta prelevati i linfociti, il plasma veniva utilizzato per la determinazione delle concentrazioni di FQ sia con metodo microbiologico (diffusione in agar) che con HPLC. Sui linfociti umani veniva eseguito il Comet test con la determinazione di diversi parametri di danno al DNA (Tail Moment - TM, Tail Lenght - TL, Tail Intensity - TI e numero delle comete) per analizzare l’eventuale danno del DNA indotto dal trattamento con i diversi fluorochinoloni. Parallelamente è stato determinato il livello di GSH cellulare quale marker di efficienza nei processi metabolici di detossificazione utilizzando un metodo colorimetrico con kit specifico. Risultati. Ciprofloxacina presenta livelli ematici nel range compreso tra 1.11 e 4.75 mg/L; le concentrazioni aumentano proporzionalmente all’aumentare della dose somministrata (da 250 a 500 mg/die). Levofloxacina somministrata per 3 giorni (500 mg/die) presenta livelli inibitori sia quando somministrata per os (9.4 mg/L) che per e.v. (18.1 mg/L), mentre nei pazienti trattati con 250 mg/die per os le concentrazioni ematiche sono comprese fra 0.8 e 2.1 mg/L. Le concentrazioni ematiche di moxifloxacina sono 3.6±1.6 mg/L dopo tre giorni di trattamento e 1.6±1.7 mg/L dopo nove giorni. I risultati ottenuti valutando il danno al DNA mediante Comet test indicano che la somministrazione di ciprofloxacina porta ad un aumento di tutti i parametri in modo dose-dipendente. Già dopo tre giorni di trattamento si registra un aumento rispettivamente del 100, 56 e 28 % del TM, TI e numero comete, e dopo nove giorni la percentuale aumenta. Al contrario, il trattamento con levofloxacina e moxifloxacina, non induce nessun danno al DNA dei linfociti dopo tre e nove giorni di trattamento. I livelli intracellulari di GSH presentano elevata variabilità interindividuale già a tempo 0. Nei pazienti trattati con ciprofloxacina si determinano concentrazioni di GSH inferiori (1.87 µmoli/10^6 cellule) rispetto agli altri pazienti (effetto della politerapia o della patologia?) mentre i pazienti trattati con moxifloxacina, non in politerapia, presentano concentrazioni di GSH più elevate (4.47 µmoli/10^6 cellule) prima della somministrazione di FQ. Pertanto la somministrazione di FQ non induce variazioni significative delle concentrazioni intracellulari di GSH in nessun gruppo di pazienti studiati. Pur contribuendo alla variabilità dei risultati la politerapia non induce significative reazioni avverse sui linfociti umani. Conclusioni. I FQ possono causare modesti danni cellulari: ciprofloxacina induce danni modesti al DNA dei linfociti, mentre levofloxacina sembra ridurre l’efficienza del sistema ossidativo. L’effetto di ciascun FQ sembra essere struttura-specifico e selettivo, non sempre concentrazione-dipendente. In conclusione i FQ sembrano essere ben tollerati dai pazienti in politerapia per periodi prolungati.