Abstract
Titolo
Caratterizzazione dei piercing per il corpo e rilascio di metalli allergenici nel sudore sintetico
 
Autori
Beatrice Bocca, Giovanni Forte, Stefano Caimi, Francesco Petrucci, Luigi Paoletti, Barbara De Berardis, Roberta Feliciani, Maria Rosaria Milana, Oreste Senofonte Istituto Superiore di Sanità, V.le Regina Elena 299, 00161 Roma
 
Abstract
La pratica del piercing è in costante crescita tra i giovani così come la preoccupazione per il rischio associato allo sviluppo di allergie. I piercing che mostrano marcate irregolarità sulla loro superficie e poca resistenza alla corrosione dovuta al sudore possono rilasciare ioni metallici nel tessuto a contatto e generare diversi tipi di effetti negativi sul corpo umano, compresa la dermatite allergica da contatto (DAC). La maggior parte dei piercing è fatta di metallo, di solito acciaio inossidabile, oro (Au), titanio (Ti), platino (Pt) o leghe. Anche se raramente l’acciaio inossidabile provoca reazioni allergiche della pelle, alcuni di questi prodotti non sono esenti da nickel (Ni). Anche l’Au è spesso combinato con Ni o altri metalli per rendere le leghe migliori per durezza e tempo d’uso. In Italia il fenomeno del piercing interessa il 20% dei giovani, e in Europa si stima che siano allergici al Ni dall'8 al 15% delle donne e dall'1 al 3% degli uomini. Il rischio di diventare allergici diventa maggiore in funzione del numero di piercing applicati e se si pratica il piercing ad un'età inferiore ai 20 anni. Le linee guida emanate dal Ministero della Salute per l'esecuzione di procedure di piercing in condizioni di sicurezza (n. 2.8/156 e n. 2.8/633 del 1998) affrontano in dettaglio i comportamenti igienici preventivi, mentre per i requisiti delle leghe da utilizzare viene genericamente prescritta la "atossicità". Inoltre, sebbene la Direttiva Europea 94/27/CE limiti il contenuto di Ni in oggetti metallici destinati al contatto prolungato con la pelle, vi è scarso controllo del contenuto di questo metallo nelle leghe utilizzate per la loro produzione. Per questo motivo, l'obiettivo di questo studio è stato quello di caratterizzare la composizione dei piercing per il corpo e di quantificare i metalli allergenici rilasciati nel sudore artificiale. Non solo Ni, cromo (Cr) e cobalto (Co), ma anche altri nuovi allergeni, come ad esempio argento (Ag), Au, palladio (Pd), Pt e Ti sono stati studiati. La composizione delle leghe è stata caratterizzata tramite analisi a raggi X (SEM-EDX), mentre la quantità dei metalli rilasciata dall’oggetto nel sudore è stata determinata tramite la spettrometria di massa ad alta risoluzione con plasma accoppiato induttivamente (HR-ICP-MS).