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ABSTRACT

Title
L’allontanamento della prole dalla madre aumenta la vulnerabilità dei neuroni di ippocampo all’effetto di interleuchina-1: implicazioni nello sviluppo di neurotossicità.
 
 
Authors
B. Viviani1, M.S. Boraso1, M. Valero2, F. Gardoni1, C.L. Galli1, M. Di Luca1, M. Marinovich1, MP Viveros2

1Laboratorio di Tossicologia, Dipartimento di Scienze Farmacologiche, Università degli Studi di Milano;2Dipartimento di Fisiologia, 
Università Complutense, Madrid, 
Spagna
 
Abstract
Lo sviluppo di una condizione patologica in età adulta sembra essere il risultato di complesse interazioni tra fattori ambientali e genetici. In particolare, le condizioni ambientali sperimentate durante lo sviluppo sembrano esercitare un impatto fondamentale nel definire una predisposizione verso una condizione patologica. In poche parole, le “esperienze” vissute durante lo sviluppo sarebbero in grado di impostare stabilmente un sistema biologico a rispondere adeguatamente, o meno, a stimoli successivi (two hit hypothesis). In quest’ottica, abbiamo valutato l’impatto esercitato da una condizione di stress vissuta durante l’infanzia, quale la separazione dalla madre, sull’organizzazione molecolare del sistema glutamatergico e della citochina interleuchina-1 nell’animale adulto, per valutare il coinvolgimento di questi due sistemi nel definire una piattaforma biochimica potenzialmente neurotossica. IL-1beta, una citochina pro-infiammatoria prodotta anche in seguito ad esposizione a sostanze neurotossiche, è infatti in grado di potenziare il recettore NMDA (NMDAR) ed indurre degenerazione delle sinapsi e morte neuronale.
L’allontanamento per 24 h della prole al 9 giorno post-natale dalla madre aumenta in maniera significativa i livelli di recettore per IL-1 (IL-1RI) e la sua interazione con la subunità GluN2B del recettore NMDA a livello post-sinaptico in neuroni di ippocampo al 45PND. Questo effetto dipende dal sesso, manifestandosi solo nei maschi; è regione specifico, essendo completamente assente a livello della corteccia pre-frontale; e coinvolge solo il recettore IL-1RI. I nostri risultati evidenziano quindi una profonda alterazione biochimica a livello dei neuroni di ippocampo conseguente ad uno stimolo stressante, stabile nel tempo e che potrebbe rappresentare una piattaforma biochimica che rende il neurone adulto maggiormente sensibile all’azione di IL-1 ed alle conseguenze neurotossiche esercitate da questa citochina e/o dai fattori in grado di modularne la produzione.