PROGRAMMA FINALE - ABSTRACT ONLINE

ABSTRACT

Title
Evidenze cliniche e sperimentali dell’effetto neurotossico del veleno di vipera: dati preliminari
 
Authors
D. Lonati  (1), O. Rossetto (2), M. Cintra-Francischinelli  (2), A. Giampreti (1), S. Vecchio (1), V. Petrolini (1), R. Sacchi (3), A. Gentilli (3), L. Manzo (1) C. Montecucco (2), C. Locatelli (1)

1. Centro Antiveleni di Pavia e Centro Nazionale diInformazione Tossicologica, Servizio di Tossicologia, IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri e Università degli Studi, Pavia, www.cavpavia.it
2. Dipartimento di Scienze Biomediche, Università di Padova, Pavia
3. Dipartimento di Biologia Animale, Università di Pavia, Pavia
 
Abstract

Introduzione: Gli effetti sistemici conseguenti all’avvelenamento da morso di vipera comprendono manifestazioni gastroenteriche, cardiovascolari e alterazioni della coagulazione. Recentemente sono stati osservati, specie in Italia e nella zona sud-orientale della Francia, casi caratterizzati da effetti neurotossici prevalentemente a carico dei nervi cranici, talora con esiti permanenti. Gli effetti neurotossici sembrano correlati alla componente fosfolipasica del veleno che nelle vipere presenti in Italia non è stato ancora documentato. Obiettivo: Identificare gli effetti neurotossici nei pazienti con avvelenamento da morso di vipera valutati dal Centro Antiveleni di Pavia e descrivere la attività della componente fosfolipasica presente nel veleno. Materiali e metodi: Dati clinici: Tra i pazienti con avvelenamento da morso di vipera osservati nel periodo gennaio 01 – dicembre 08, sono stati identificati i casi con manifestazioni neurologiche. Di queste sono state valutate le caratteristiche, la gravità, la relazione con altri segni/sintomi sistemici e l’evoluzione. Dati sperimentali: il veleno è stato prelevato da 3 esemplari adulti di Vipera Aspis e congelato. Su ogni campione sono stati eseguiti i seguenti eseprimenti: 1) elettroforesi SDS-Page, 2) registrazione dell’attività di contrazione muscolare in una preparazione ex-vivo di giunzione neuromuscolare (emidiaframma-nervo frenico), 3) incubazione del veleno con le cellule immortalizzate NSC34.  Risultati: Dati clinici: Diciotto pazienti adulti di età compresa tra 3 e 75 anni hanno sviluppato effetti neurotossici in seguito ad avvelenamento da morso di vipera. I principali segni e sintomi neurotossici sono stati (i) ptosi palpebrale bilaterale in 16 pazienti, (ii) diplopia in 6 casi, e (iii) disfagia in 3 casi. I pazienti hanno sviluppato segni locali lievi in 6 casi, mentre in 12 casi gli effetti locali sono stati moderati-severi.  I sintomi sistemici non-neurotossici sono stati vomito (12/18), dolore addominale (6/18) e diarrea (5/18). In 5 pazienti i segni neurotossici sono stati l’unica manifestazione sistemica di avvelenamento. Il tempo di comparsa dei segni/sintomi neurotossici è variata da 3 a 30 ore; gli effetti sistemici non-neurotossici sono camparsi più precocemente. Dati Sperimentali:E’ stata identificata la componente fosfolipasica neurottossica con attività bloccante pre-sinaptica del rilascio di acetilcolina nei differenti saggi. Conclusioni: Si stima che in Italia l’incidenza dei sintomi neurotossici nei pazienti con avvelenamento da morso di vipera sia dello 0,7%. Gli effetti sono dovuti a una specifica neurotossina, per la quale è stata documentata la possibilità di legame da parte dei frammenti anticorpali antiofidici. Le manifestazioni neurotossiche, in genere conseguenti a morso di Vipera aspis, comprendono disfonia, dispnea, disfagia, disturbi di accomodazione, oftalmoplegia, ptosi palpebrale bilaterale, paralisi bilaterale simmetrica del facciale, deficit dei muscoli masticatori, sternocleidomastoidei e nucali, e sono state finora osservate unitamente ad altri effetti sistemici moderati o gravi. A differenza di quanto riportato in letteratura, la casistica esaminata evidenzia la possibilità che gli effetti neurotossici insorgano anche in pazienti con sola sintomatologia locale. L’insorgenza ritardata delle manifestazioni neurologiche suggerisce l’opportunità di una valutazione attenta anche dei pazienti con segni minori.