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ABSTRACT

Title
Caratterizzazione di un test immunoenzimatico (sandwich ELISA) per la quantificazione della palitossina
 
Authors
M. Pelin1, S. Sosa1, G. Fontanive2, F. Berti2, R. Marzari1, C. Florio1, F. Benedetti2, M. Poli3, A. Tubaro1, S. Boscolo1
 
1Dipartimento di Scienze della Vita, Università di Trieste, Trieste, Italia
2Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, Università di Trieste, Trieste, Italia
3Integrated Toxicology Division, US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases, Fort Detrick, MD 21701–5011, USA
 
Abstract

La palitossina (PLTX), tossina originariamente tropicale isolata da coralli del genere Palythoa e dinoflagellati del genere Ostreopsis, è considerata uno dei composti non proteici più tossici presenti in natura. La PLTX è il capostipite di una serie di analoghi strutturali di cui fanno parte la 42-OH-PLTX e l’ostreocina-D.
Si tratta di sostanze che possono facilmente entrare nella catena alimentare umana in quanto accumulabili in pesci, crostacei, molluschi ed echinodermi e per questo associate ad intossicazioni alimentari, talvolta anche fatali. Dalla fine del secolo scorso, microalghe tropicali bentoniche del genere Ostreopsis hanno trovato le condizioni per la proliferazione nelle acque calme e temperate del Mar Mediterraneo, dove sono rilevate con sempre maggiore frequenza. Parallelamente, è stata rilevata la presenza di palitossine in organismi marini eduli del Mediterraneo, dove tuttavia non sono state registrate intossicazioni in seguito al consumo di prodotti ittici.
Nonostante queste problematiche, manca una legislazione che regoli le quantità di tossina ammissibili nei prodotti ittici, e ad oggi viene preso come riferimento il limite di 30 μg PLTXs per kg di polpa di molluschi, suggerito dall’EFSA. Al fine di ottenere un saggio sufficientemente accurato e sensibile per la determinazione delle palitossine in prodotti naturali, è stato messo a punto e caratterizzato un test ELISA di tipo sandwich indiretto che utilizza un anticorpo monoclonale anti PLTX come agente di cattura e uno policlonale come agente di riconoscimento. Il saggio si è rivelato accurato, preciso e ripetibile, con prove eseguite nell’arco di 6 mesi. Il range di linearità della curva di calibrazione è risultato compreso tra 1.25 e 80 ng/mL, fornendo un LOD di 1.1 ng/mL. Il saggio, inoltre, è risultato altamente specifico nel riconoscere solo analoghi strutturali della PLTX (quali la 42-OH-PLTX), ma non altre tossine che possono essere co-presenti in campioni naturali. Al fine di valutarne l’applicabilità, il saggio è stato eseguito su 3 diverse matrici: mitili, alghe e acqua marina. Gli estratti metanolici di tali matrici hanno fornito solo modeste interferenze con la rilevazione della tossina, fornendo dei LOQ pari a 11.0 ng/ml, 9.6 ng/ml e 2.4 ng/mL rispettivamente per mitili, alghe e acqua di mare. Con tale sistema il limite di quantificazione della PLTX nei mitili è risultato 11 μg/kg, ed quindi l’unico metodo che attualmente permette di quantificare la tossina al di sotto dei limiti suggeriti dall’EFSA.
Esperimenti di recovery effettuati caricando le matrici con quantità note di tossina, hanno fornito valori molto vicini al 100% per mitili e alghe o compresi tra il 72 e il 94% per l’acqua di mare, dimostrando una buona accuratezza dl saggio e l’efficacia del test e del metodo estrattivo nel rilevare la tossina in diverse matrici.
 
Ringraziamenti: Il lavoro è stato realizzato nell’ambito del Progetto “Senstox”, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, Direzione Centrale Risorse Rurali, Agroalimentari e Forestali.